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si può fare solo volendo.

12 novembre 2009
COME SCORRE IL TEMPO
Passa il tempo.

L'ultima volta che scrissi il mio consiglio comunale era stato appena nominato ed io con esso.
Non c'era stata ancora la campagna congressuale, nè tantomeno lo scudo fiscale, la promessa di eliminazione dell'irap, la sentenza della corte costituzionale, il lodo alfano, le escort, i nostri litigi, le nostre bassezze, le nostre opportunità.

E non ultimo non c'era stato il "processo breve".

Scorre il tempo.
Oggi Pierluigi Bersani è segretario.

Ed io ho affrontato già la mia seconda campagna, la prima elettorale, la seconda congressuale.
la prima come consigliere comunale, la seconda come coordinatore della mozione Franceschini a San Giuliano Milanese. 

E non è male sapete?

Ho scoperto un sacco di cose, ho scoperto che la politica ti mette tra i più profondi dei rapporti umani, fatti da intrecci di affetti passioni ed interessi, tutti mischiati.
E tu fai fatica a capire dove inizia uno e dove finisce l'altro.

Spesso tendi a confonderli.

E ci sono le divisioni, e ti fai trasportare dall'ideale ed inizi ad assaporare il bello (penso) del portare avanti la tua idea.
Poi non capisci alcune cose, perchè ti danno contro, perchè non accettano di fare le presentazioni delle mozioni insieme, e fai sempre fatica a dividere quelle tre cose che ho detto prima.

Non è questo.

Bisogna badare all'obiettivo. Il resto ti deve scivolare. Solo così diventi forte e soprattutto utile, alla gente.

Il mio obiettivo è dare credibilità al PD. E per dare credibilità al PD ci vuole una bella dose di silenzio, un bel po' di ascolto, tanta umiltà ed il coraggio di esporsi nei momenti giusti.

Penso che oggi vi siano due modi di fare politica.
Ne sono stra convinto anche se la realtà mi viene contro.

Il primo è quello dell'illusione.......tu cittadino hai un'esigenza, io ci gioco su, ti illudo, e ti faccio credere di stare tranquillo o, nella peggiore delle ipotesi, almeno ti do un nemico contro il quale lottare.

il secondo è quello della responsabilità.....tu cittadino hai un'esigenza: BENE! siamo in due! io faccio il mio e ti dico come, ma tu impegnati a fare il tuo...così è meglio. I miracoli non esistono cittadino e le cose si realizzano se noi siamo coerenti e facciamo, piuttosto che delegare.

LA mia politica è una politica reale. Fatta di pochi proclami e discorsoni.
Perchè con la crisi che imperversa, un divario tra nord e sud, ricchi e ceto medio, che va ampliandosi sempre più, con il lavoro in difficoltà, con il verde e l'ambiente al collasso, con il progresso che sì ci aiuta ma crea disuguaglianze se lasciato incontrollato, con un presidente del consiglio che dice: "c'è chi pensa ad un'italia multietnica, noi non siamo di questa idea"...

Con tutte queste cose, mi chiedo, possiamo ancora permetterci di fare politica con i discorsoni?
No.

Possiamo permetterci di litigare?
No.

Possiamo permetterci di dividerci?
No.

Possiamo credere di crederci?

SI.
Nessuno può toglierci questo diritto, se noi ci mettiamo l'azione, lo facciamo diventare realtà.
E al diavolo i pessimisti, rispondano alla domanda: chi c'è in mezzo tra un'idea e la sua realizzazione?

Noi stessi, il resto è alibi.

Come scorre il tempo.



permalink | inviato da alejus il 12/11/2009 alle 23:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

10 luglio 2009
Nuovo Consiglio Comunale San Giuliano Milanese
E' convocato il primo Consiglio Comunale della nuova legislatura in San Giuliano Milanese.
Lunedì 13 Luglio 2009, ore 20:30.

Ed io sono alla mia prima esperienza come Consigliere Comunale all'età di 25 anni.
Tre mesi fa' prendevo questa scelta, come tanti altri ragazzi della mia città.
Prendevamo questa direzione perchè eravamo stanchi di criticare, parlare e sentenziare. Volevamo credere e fare qualcosa di più.

Oggi, con tutte le difficoltà del caso, una spaccatura pesante con la sinistra radicale che certo a mio parere non giova agli assetti politici soprattutto in questo periodo di crisi, e una destra spinta più da ciò che entra dalle antenne sui tetti che dalle parole che arrivano dalle piazze, con orgoglio possiamo dire che 9 Consiglieri su 18 della maggioranza composta da PD, IDV, Lista Civica Vivi benesangiuliano hanno un'età inferiore ai 30 anni.

Ed è con incredibile orgoglio che annoveriamo un assessore di età inferiore ai 30 anni.

A tutti coloro che pensano se ne valga la pena o no, che sono lì pronti e non sanno se fare il passo o no:

Non ascoltate chi vi dice che non cambierete il mondo.
Che non siete "speciali".
Che non farete nulla di più in questo ambito, la politica, che tanto è maltrattato (a buona ragione) dai più.

Ricordate loro che siamo tutti normali, ma c'è chi nella normalità ci sta fermo, c'è chi nella normalità sgomita mai domo.

Noi abbiamo sgomitato, ci siamo trovati 3 mesi fa' nella prima riunione sgangherata del gruppo giovani della coalizione, oggi siamo Consiglieri Comunali raccogliendo la volontà dei cittadini che sentono forte la voglia di rinnovamento.

E siccome tra poco tutti si dimenticheranno che le cose "si possono fare", io sono qui a ricordarlo.

A tutti coloro che vi dicono che non cambierete il mondo, voi rispondete che farete molto di più:

dite loro che vi sentirete vivi.




permalink | inviato da alejus il 10/7/2009 alle 14:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

22 maggio 2009
Disegno di legge sulla "riforma della giustizia"
 Il delitto perfetto esiste. Basta avere molta fortuna. Oppure essere molto abili nel cancellare scientificamente ogni prova e ogni indizio. Non solo quelli lasciati sulla scena del delitto ma anche ogni collegamento o riferimento possibile. Ecco, la vicenda giudiziaria del premier Silvio Berlusconi assomiglia molto al tentativo lucido, costante, scientificio di cancellare ogni prova e indizio. Una bonifica a prova di Ris. O di Csi.

Fiction televisive a parte, la via maestra per il Presidente del Consiglio sarebbe sempre la stessa: farsi processare, accettare il giudizio dei giudici e poi sbandierare le sentenze. Quali che siano. Come ha fatto il senatore Giulio Andreotti, non l’ultimo nome nella storia della Repubblica. Lui invece fugge dai processi, impazzisce quando gli si parla di toghe e magistrati e continua a mettere la sua vita al riparo della giustizia grazie alle leggi ad personam, le norme studiate a tavolino proprio per blindarsi rispetto ad inchieste, sospetti e accuse.
Se la madre delle leggi ad personam è stato il lodo Alfano (impunibilità delle quattro più alte cariche dello Stato, luglio 2008) per cui Berlusconi è uscito dal processo dove era coimputato con l’avvocato inglese David Mills, l’inizio è stato nel 2001 quando, appena insediato a Palazzo Chigi fece approvare la norma che di fatto depenalizzò il falso in bilancio (all’epoca c’erano un paio di processi incardinati con questa ipotesi di reato). Nel mezzo c’è una lunga lista: dalla legge che ha modificato le rogatorie internazionali (2001) per cui divennero inutilizzabili le dichiarazioni sui conti esteri di Previti e Squillante; alla ex Cirielli (o salva Previti, 2004) che dimezzò i termini di prescrizione del reato così che l’ex ministro della Difesa e avvocato del premier evitò la conferma in appello delle condanne a 16 anni per tre corruzioni giudiziarie (Imi-Sir, Lodo Mondadori, Squillante). L’operazione non è ancora conclusa.

Nell’obiettivo di bonificare, cancellare, ripulire - perché in fondo se il premier “cade” sul caso Mills e diventa corruttore è come tirare un filo e sciogliere tutto il gomitolo che imbozzola la sua purezza di leader nonché di vittima del sistema giudiziario - il governo ha approvato a dicembre un complesso di norme che modificano il codice penale e di procedura. «La riforma della giustizia per assicurare più velocità nei processi e più certezza della pena» fu l’obiettivo dichiarato. Bene. Ecco come l’articolo 4 di quel pacchetto di norme (32 in tutto) interviene nel nostro sistema giudiziario. Il secondo comma di quella norma prevede che una sentenza passata in giudicato «non possa più essere acquisita ai fini della prova». Significa che le sentenze passate in giudicato, e quindi definitive, non potranno più essere utilizzate come prova anche in processi diversi. Significa che ogni volta si dovrà ricominciare da capo e non avere mai nulla di acquisito, Neppure se ha il certificato massimo della Cassazione. Significa che quando, e se mai, Berlusconi dovesse essere processato con l’accusa di corruzione per le tangenti alla Fininvest, quando non avrà più lo scudo del lodo Alfano, la sentenza del suo ex coimputato Mills, quella che ci dice che l’avvocato inglese ha mentito per tutelare il premier e la sua azienda, non potrà essere utilizzata come prova.

Sfugge, francamente, come questa modifica possa accellerare i processi e i tempi della giustizia. Anzi, semmai avverrà il contrario.
La Commissione Giustizia del Senato sta valutando in questi giorni il disegno di legge. Luigi Li Gotti, penalista, ex sottosegretario alla Giustizia, ora senatore per l’Idv, non ha dubbi: «E’ un’altra legge vergogna, che serve al premier».

Pulire, bonificare, annullare. Togliere di mezzo ogni possibile indizio. O rischio. Nello stesso pacchetto di norme diventano molto più severi i motivi di ricusazione del giudice: basta che abbia, anche solo una volta, detto qualcosa, «formulato un giudizio sulle parti del processo», e sarà obbligato ad astenersi. Sacrosanto, ma la norma è talmente generica che sembra diventare possibile ogni tipo di ricusazione. In pratica, passa il principio che si possa essere giudicati solo da chi è gradito all’imputato. E se l’imputato è un boss di mafia?

Ecco perché sarebbe tanto più semplice per il nostro Presidente del Consiglio rinunciare agli scudi e accettare il processo. Sarà sicuramente innocente, come sostiene. E almeno non se ne parla più.



permalink | inviato da alejus il 22/5/2009 alle 0:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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